La caratteristica fondamentale del sistema massmediatico è quella di enfatizzare
Beppe Lopez. Giornalista
Mi sono chiesto come si possa arrivare – partendo da alcune intelligenti e stimolanti considerazioni su un doppio aspetto in effetti centrale, controverso e problematico del nostro tempo (l?enfatizzazione mediatica del lato drammatico degli eventi e del richiamo sessuale) – ad una ?sorprendente e inattesa apologia della Chiesa Cattolica? che non a caso fa andare in brodo di giuggiole un tipaccio di cristiano come Socci e fa concludere ad una mente libera come Guarnieri: ?La Chiesa che c?entra??.
E mi rispondo più o meno così: che la provocazione di Franco Avenia parte da un presupposto apparentemente ineccepibile ma in realtà sbagliato. Sono infatti convinto che la caratteristica fondamentale del sistema massmediatico moderno non sia quella di enfatizzare dramma e sesso, e in conseguenza di diffondere paura e pornografia ? come sostiene Avenia – ma più semplicemente, si fa per dire, quella di enfatizzare. Quello di presentare, trattare ed elevare tutto e sistematicamente, ogni giorno, a ?realtà diffuse?, ?mode?, ?tendenze?, ?miti?, ?orientamenti epocali? ed ?eventi storici?; ogni piccolo o grande protagonista della cronaca a ?divo?, a ?capo storico?, a ?grande uomo?, a ?leader carismatico?. Anche Avenia, per comporre le ?tre P?, è costretto ad aggiungere, alla paura e alla pornografia, il ?Pallone?. Anche questo molto enfatizzato. Come peraltro le condizioni metereologiche (?l?estate più calda del secolo?). E la festa di matrimonio della figlia del ministro Mastella. E le intercettazioni telefoniche. E ?il partito degli slip? e il ?partito dei boxer?. E la presunta omosessualità di un conduttore televisivo. E ?l?impossibilità di arrivare con questo costo della vita alla quarta settimana del mese? e ?i ristoranti costosi mai così pieni di gente?…
Sarà per una semplice ma determinante questione di formato – la velocità richiesta all?informazione televisiva, la semplificazione imposta agli articoli e soprattutto ai titoli dei quotidiani tabloid e dei magazine, ecc. ?, sarà per problemi più complessivi di linguaggio propri della informazione di massa o, com?è più probabile, anche per una serie di altre ragioni colpevolmente trascurate in questi frenetici decenni da informatori, massmediologi, sociologi e statistici, fatto sta che giornali e tv enfatizzano. Certo, anche e soprattutto il sesso e il lato drammatico degli avvenimenti (ci mancherebbe altro, con le curiosità, i pruriti e gli stimoli che esercita fra i viventi il sesso! con la forza di attrazione/repulsione che esercita da sempre sull?animale umano, e non solo su di esso, la vista del sangue e del dolore!). Ma anche i divertimenti, l?alimentazione, le diete, la ricchezza, la povertà, il pacifismo, il mercato, il contrabbando, la finanza, le veline, i coronati, i casseurs, il revisionismo storico, la Resistenza, i nazi-fascisti, i volontari sociali… Tutto e il contrario di tutto.
E? chiaro che, se non si vede questa disposizione enfatizzatoria a 360 gradi e se si descrivono i massmedia come maniacalmente dediti a due soli canali di enfatizzazione, si rischia poi di arrivare alla conclusione che dietro tutto questo vi possa essere una volontà unica, un interesse compatto, un obiettivo globale: ?distogliere dalla paura?, come afferma infatti Avenia. Non a caso, si aggiunge, la Chiesa Cattolica viene ?sempre più attaccata e in modo feroce… l?unica istituzione capace di dar sollievo morale alla sofferenza quanto alla consapevolezza della morte e di demitizzare il sesso… elemento stabilizzante della società nei secoli…?.
Non mi pare il caso di avventurarsi, ma vanno perlomeno segnalate le questioni relative alla credenza, alla pratica e all?istituzione religiosa in quanto sistema basato sulla rimozione dell?idea della morte attraverso la sua negazione (l?oltretomba, l?aldilà, il mondo dell?anima, l?eternità, gli dei, il Dio) e quindi ?capace di dar sollievo?. Da questo punto di vista, però, è necessario evidentemente richiamare alla nostra attenzione un grandioso fenomeno ? questo, sì, epocale – che pure sembrava acclarato e incontestabile, e che da solo basterebbe a spiegare gli epifenomeni di cui discutiamo, senza dover fare ricorso alla rappresentazione di una Chiesa ferocemente attaccata, aggredita, avversata, ostreggiata, delegittimata, odiata, profanata che francamente ritengo concepibile solo partendo da una visione fortemente e ingiustificatamente chiesacentrica della realtà attuale. Questo fenomeno è la secolarizzazione, la laicizzazione, la solitudine (e anche la disperazione) di uomini perlopiù privati, specie nel mondo occidentale e occidentalizzato, dei falsi conforti e delle illusorie speranze dei secoli e dei millenni trascorsi.
Si stava meglio quando si stava peggio? Magari quando la Chiesa non era… ferocemente osteggiata e, diciamo così, non osteggiava la sessuofobia, nè ? per parlare del lato drammatico degli avvenimenti ? il colonialismo, nè le guerre giuste? Io credo di no.


