Archivio

Archivio Agosto 2006

La caratteristica fondamentale del sistema massmediatico è quella di enfatizzare

6 Agosto 2006 1 commento

Beppe Lopez. Giornalista

Mi sono chiesto come si possa arrivare – partendo da alcune intelligenti e stimolanti considerazioni su un doppio aspetto in effetti centrale, controverso e problematico del nostro tempo (l?enfatizzazione mediatica del lato drammatico degli eventi e del richiamo sessuale) – ad una ?sorprendente e inattesa apologia della Chiesa Cattolica? che non a caso fa andare in brodo di giuggiole un tipaccio di cristiano come Socci e fa concludere ad una mente libera come Guarnieri: ?La Chiesa che c?entra??.
E mi rispondo più o meno così: che la provocazione di Franco Avenia parte da un presupposto apparentemente ineccepibile ma in realtà sbagliato. Sono infatti convinto che la caratteristica fondamentale del sistema massmediatico moderno non sia quella di enfatizzare dramma e sesso, e in conseguenza di diffondere paura e pornografia ? come sostiene Avenia – ma più semplicemente, si fa per dire, quella di enfatizzare. Quello di presentare, trattare ed elevare tutto e sistematicamente, ogni giorno, a ?realtà diffuse?, ?mode?, ?tendenze?, ?miti?, ?orientamenti epocali? ed ?eventi storici?; ogni piccolo o grande protagonista della cronaca a ?divo?, a ?capo storico?, a ?grande uomo?, a ?leader carismatico?. Anche Avenia, per comporre le ?tre P?, è costretto ad aggiungere, alla paura e alla pornografia, il ?Pallone?. Anche questo molto enfatizzato. Come peraltro le condizioni metereologiche (?l?estate più calda del secolo?). E la festa di matrimonio della figlia del ministro Mastella. E le intercettazioni telefoniche. E ?il partito degli slip? e il ?partito dei boxer?. E la presunta omosessualità di un conduttore televisivo. E ?l?impossibilità di arrivare con questo costo della vita alla quarta settimana del mese? e ?i ristoranti costosi mai così pieni di gente?…
Sarà per una semplice ma determinante questione di formato – la velocità richiesta all?informazione televisiva, la semplificazione imposta agli articoli e soprattutto ai titoli dei quotidiani tabloid e dei magazine, ecc. ?, sarà per problemi più complessivi di linguaggio propri della informazione di massa o, com?è più probabile, anche per una serie di altre ragioni colpevolmente trascurate in questi frenetici decenni da informatori, massmediologi, sociologi e statistici, fatto sta che giornali e tv enfatizzano. Certo, anche e soprattutto il sesso e il lato drammatico degli avvenimenti (ci mancherebbe altro, con le curiosità, i pruriti e gli stimoli che esercita fra i viventi il sesso! con la forza di attrazione/repulsione che esercita da sempre sull?animale umano, e non solo su di esso, la vista del sangue e del dolore!). Ma anche i divertimenti, l?alimentazione, le diete, la ricchezza, la povertà, il pacifismo, il mercato, il contrabbando, la finanza, le veline, i coronati, i casseurs, il revisionismo storico, la Resistenza, i nazi-fascisti, i volontari sociali… Tutto e il contrario di tutto.
E? chiaro che, se non si vede questa disposizione enfatizzatoria a 360 gradi e se si descrivono i massmedia come maniacalmente dediti a due soli canali di enfatizzazione, si rischia poi di arrivare alla conclusione che dietro tutto questo vi possa essere una volontà unica, un interesse compatto, un obiettivo globale: ?distogliere dalla paura?, come afferma infatti Avenia. Non a caso, si aggiunge, la Chiesa Cattolica viene ?sempre più attaccata e in modo feroce… l?unica istituzione capace di dar sollievo morale alla sofferenza quanto alla consapevolezza della morte e di demitizzare il sesso… elemento stabilizzante della società nei secoli…?.
Non mi pare il caso di avventurarsi, ma vanno perlomeno segnalate le questioni relative alla credenza, alla pratica e all?istituzione religiosa in quanto sistema basato sulla rimozione dell?idea della morte attraverso la sua negazione (l?oltretomba, l?aldilà, il mondo dell?anima, l?eternità, gli dei, il Dio) e quindi ?capace di dar sollievo?. Da questo punto di vista, però, è necessario evidentemente richiamare alla nostra attenzione un grandioso fenomeno ? questo, sì, epocale – che pure sembrava acclarato e incontestabile, e che da solo basterebbe a spiegare gli epifenomeni di cui discutiamo, senza dover fare ricorso alla rappresentazione di una Chiesa ferocemente attaccata, aggredita, avversata, ostreggiata, delegittimata, odiata, profanata che francamente ritengo concepibile solo partendo da una visione fortemente e ingiustificatamente chiesacentrica della realtà attuale. Questo fenomeno è la secolarizzazione, la laicizzazione, la solitudine (e anche la disperazione) di uomini perlopiù privati, specie nel mondo occidentale e occidentalizzato, dei falsi conforti e delle illusorie speranze dei secoli e dei millenni trascorsi.
Si stava meglio quando si stava peggio? Magari quando la Chiesa non era… ferocemente osteggiata e, diciamo così, non osteggiava la sessuofobia, nè ? per parlare del lato drammatico degli avvenimenti ? il colonialismo, nè le guerre giuste? Io credo di no.

Non neghiamo l’importanza delle fede, ma ci troviamo in conflitto…

6 Agosto 2006 Nessun commento

Jole Baldaro Verde. Past President della Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica

L?editoriale di Franco Avenia ?Cento colpi di spazzola e passa la paura? ha suscitato in me, sia come persona che come sessuologa, una serie di riflessioni che vorrei condividere con quanti , come me, ne sono rimasti colpiti. L?editoriale, affronta un tema che, a mio parere, riguarda la Teoria di riferimento della sessuologia come scienza autonoma e, di conseguenza, l?identità sessuale che rappresenta il suo fulcro. Questo, non più nuovo, concetto sostituisce il Sé psicoanalitico e integra il biologico, lo psicologico e il culturale di ogni essere umano in modo diverso. Ognuno di noi è unico e irripetibile. Siamo ancora lontani dall?aver appreso tutto del nostro biologico, della parte cioè genetica ed esperenziale che sostituiscono l?ES, di più conosciamo lo psicologico e il culturale, l?Io e il Super Io ed è su questi aspetti che desidero soffermarmi.
Della teoria di riferimento sessuologica dovrebbero far parte integrante le nostre due ?sentinelle di vita?: la paura ed il piacere, insieme al significato che esse hanno avuto dall?inizio dell?evoluzione umana fino ad oggi. Ogni cultura, che comprende generalmente una religione, ha inoltre profondamente modificato le ?norme? entro cui il piacere si può esprimere. E il piacere, non lo dimentichiamo, è quel ?segnale? che ci dice: OK, quello che stai facendo è giusto per te. La paura, a sua volta, è un segnale d?allarme che dice alla persona, attraverso la sofferenza proveniente dal suo corpo o dalla sua mente che vi è un pericolo, una minaccia per le nostra stessa sopravvivenza e che dobbiamo provvedere. Chiamiamo il medico, ricorriamo allo psicologo, al sessuologo, al sacerdote, fuggiamo o combattiamo.
Che la sofferenza ci minacci da tre pareti, come Freud ci insegna, e cioè: dalla natura e da tutti i suoi ?capricci?, dal nostro corpo che si ammala e muore e dagli altri, (soprattutto da quelli più significativi per noi) credo sia stato noto anche ai primi ominidi. Forse la differenze era costituita dall?assenza di sistemi di comunicazione quali oggi abbiamo. Oggi sappiamo dello tsunami che distrugge villaggi lontani nello stesso tempo in cui avviene, Allo stesso modo la nostra Tv ci avverte dei mille pericoli che ci minacciano anche se stiamo chiusi nella nostra casa: dal cibo contaminato dai pesticidi all?aviaria e alla mucca pazza, dai terroristi, ai ladri, agli imbroglioni, agli extracomunitari che sono pronti a toglierci dalla vita al lavoro. Come difenderci? Di contro il sesso viene offerto in tutte le salse come fosse o dovesse essere alla portata di tutti, dalla pubertà a cento e passa anni. La bellissima che affianca la nuova automobile serve a venderla, e tutti i media fanno a gara a proporre modelli attraentissimi cui si deve somigliare, avventure facili e coinvolgenti (quelle in rete) cui si può facilmente accedere, cambiando continuamente. Ci si lamenta di un anticlericalismo che sembra diventare ogni giorno più presente? Della crisi della, spiritualità, della negazione di Dio? Su questi ultimi punti noi sessuologi dovremmo riflettere e, dopo un dibattito tra noi, dire la nostra. Non neghiamo l?importanza della fede, ma ci troviamo in conflitto quando, non solo la religione cattolica, ma le protestanti, l?ebraica, la mussulmana, non accettano l?evoluzione umana, non condividono l?importanza che le ?rivoluzioni culturali? (dalla scoperta scientifica della paternità che segna la nascita del patriarcato, alla rivoluzione cristiana che mette la donna su un piano di parità con l?uomo, al ?mitico? 68 che sposta la sessualità dalla procreazione alla qualità della relazione, ecc.) hanno avuto sull?identità sessuale maschile e femminile. I ?fondamentalismi? educativi e religiosi influiscono in modo determinante sull?accettazione della propria identità (transessuale, omosessuale, bisessuale), sulla liceità e meno dei rapporto prematrimoniali, ( e ci si ritrova con i matrimoni ?bianchi? )sul ruolo maschile e femminile, su tutto quanto riguarda il sesso. La cultura narcisista, onnipotente nella quale noi occidentali stiamo vivendo spinge a ?godere? del sesso scisso dalle relazioni, ma è questo il modo che davvero ci protegge dalla paura? Io credo che i media non debbano far passare la paura, da sentinella di vita, ad ansia divorante, che noi sessuologi dobbiamo scendere in campo, la sessualità non ha bisogno di una morale fondamentalista, ma di un?etica e su questa mi piacerebbe discutere con i colleghi.

Anche l’incipiente religione "erotico-sessuale" suscita le sue "paure"

4 Agosto 2006 Nessun commento

CONSIDERAZIONI RIGUARDO L?EDITORIALE DI FRANCO AVENIA INTITOLATO ?CENTO COLPI DI SPAZZOLA E PASSA LA PAURA?

Fernando Liggio. Psichiatra emerito

L?Autore dopo avere esposto con mirabile pazienza e con eccezionale abilità di sintesi, dettagliatamente, ben 26 ?paure? di cui oggi è ossessionata l?umanità addita l?efficacia esoterica, ottenibile con ogni riferimento ai polimorfi aspetti concernenti la ?sessualità?, nel distogliere la mente umana dalle ?paure?, diffuse ad arte ??nell?etere e fatte posare, il giorno dopo, sulle pagine dei giornali?, tanto da sostituire, in qualità di ?oppio dei popoli?, la funzione della religione secondo l?ideologia marxista. Dalle conclusioni, l?Autore lascia trapelare che l??eroto-sessualità? si sta imponendo come una nuova religione che ?rilega? gli esseri umani alla sua ?dipendenza?. D?altra parte, le religione per imporsi hanno sempre ?sfruttato? la forza della ?sessualità?, o in senso positivo (con il dio ?piacere?) o in senso negativo (con la dea ?sofferenza?), a seconda delle culture in cui si sviluppano, risultando in ambedue i sensi valide ad uniformare gli atteggiamenti sociali. Infatti, Comfort (1963), a ragion veduta, precisa quanto segue: «?Tutte le religioni [?] quando sono al loro zenit forniscono meccanismi, inducenti coesione ed unità sociale, mediante i quali gli individui possono scaricare i propri impulsi antisociali [?]. Il cristianesimo ha sempre posto la regolazione della condotta sessuale al primo posto del suo sistema etico. Ha sempre fatto assegnamento, a volte deliberatamente a volte inconsapevolmente, sul suscitare paura ed ansia sessuale quale fonte della sua autorità. Non c?è pornografo che abbia ?sfruttato? il sesso con altrettanta pienezza. Non dimentichiamo che l??insegnamento cristiano? comprende [?] l?anti-sessualità così profondamente radicata d?una lunga tradizione di vergini e di celibi. [?]. Ai moderni autori cristiani nel campo dell?etica, i quali obiettano che nella letteratura psicologica si è esagerato riguardo l?antisessualità del cristianesimo, si deve rispondere che la valutazione del cristianesimo come influenza socio-sessuale deve basarsi sulle conseguenze che essa ha avuto sull?atteggiamento pubblico. Per quanto concerne il cristianesimo, è innegabile che nella morale e nella pratica sessuale la sua influenza sia stata meno salubre che quella di altre religioni. Il cristianesimo ha assimilato molti fra gli elementi meno liberali ed umanistici del giudaismo e la struttura della società autoritaria in cui nacque. Con questi elementi esso ha creato un sistema di etica sessuale ed un atteggiamento verso la sessualità ad un tempo rigido, antagonistico del carattere e del comportamento umano, e basato sulla paura [?]. In definitiva, il comune atteggiamento negativo nei riguardi della sessualità è in buona parte il risultato della fede religiosa [?]. Un altro tratto eminente del cristianesimo è la sua insistenza sul valore della sofferenza e dell?auto-avvilimento. [?]. L?impatto dell?insegnamento cristiano sulla mentalità pubblica ha prodotto diversi pregiudizi [?] tra cui quello che la sofferenza, l?astinenza e la verginità sono desiderabili come indici di valore morale?» (cfr. Comfort A.: «Sex in Society», Penguin Books, London, 1963). Ma, l?originalità e l?importanza dell?editoriale di Franco Avenia è nel messaggio sociale evidenziante come l?organizzazione governativa stia progressivamente incentivando, o tollerando, la diffusione massmediale dei polimorfi messaggi edonistici della sessualità, come subdola arma efficace a distogliere il popolo dalle angosce della precarietà dell?esistenza, in sostituzione della funzione in tal senso fin?ora esercitata dalla decadente religione di stato. Tuttavia, anche l?incipiente religione ?erotico-sessuale? suscita le sue ?paure?, basta pensare al notevole aumento dell?ansiogena ?paura? da ?prestazione erotica? e dell?angosciosa ?paura? da ?penetrazione?, ecc.

Riferimenti: per saperne di più sull’Autore