Non neghiamo l’importanza delle fede, ma ci troviamo in conflitto…
Jole Baldaro Verde. Past President della Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica
L?editoriale di Franco Avenia ?Cento colpi di spazzola e passa la paura? ha suscitato in me, sia come persona che come sessuologa, una serie di riflessioni che vorrei condividere con quanti , come me, ne sono rimasti colpiti. L?editoriale, affronta un tema che, a mio parere, riguarda la Teoria di riferimento della sessuologia come scienza autonoma e, di conseguenza, l?identità sessuale che rappresenta il suo fulcro. Questo, non più nuovo, concetto sostituisce il Sé psicoanalitico e integra il biologico, lo psicologico e il culturale di ogni essere umano in modo diverso. Ognuno di noi è unico e irripetibile. Siamo ancora lontani dall?aver appreso tutto del nostro biologico, della parte cioè genetica ed esperenziale che sostituiscono l?ES, di più conosciamo lo psicologico e il culturale, l?Io e il Super Io ed è su questi aspetti che desidero soffermarmi.
Della teoria di riferimento sessuologica dovrebbero far parte integrante le nostre due ?sentinelle di vita?: la paura ed il piacere, insieme al significato che esse hanno avuto dall?inizio dell?evoluzione umana fino ad oggi. Ogni cultura, che comprende generalmente una religione, ha inoltre profondamente modificato le ?norme? entro cui il piacere si può esprimere. E il piacere, non lo dimentichiamo, è quel ?segnale? che ci dice: OK, quello che stai facendo è giusto per te. La paura, a sua volta, è un segnale d?allarme che dice alla persona, attraverso la sofferenza proveniente dal suo corpo o dalla sua mente che vi è un pericolo, una minaccia per le nostra stessa sopravvivenza e che dobbiamo provvedere. Chiamiamo il medico, ricorriamo allo psicologo, al sessuologo, al sacerdote, fuggiamo o combattiamo.
Che la sofferenza ci minacci da tre pareti, come Freud ci insegna, e cioè: dalla natura e da tutti i suoi ?capricci?, dal nostro corpo che si ammala e muore e dagli altri, (soprattutto da quelli più significativi per noi) credo sia stato noto anche ai primi ominidi. Forse la differenze era costituita dall?assenza di sistemi di comunicazione quali oggi abbiamo. Oggi sappiamo dello tsunami che distrugge villaggi lontani nello stesso tempo in cui avviene, Allo stesso modo la nostra Tv ci avverte dei mille pericoli che ci minacciano anche se stiamo chiusi nella nostra casa: dal cibo contaminato dai pesticidi all?aviaria e alla mucca pazza, dai terroristi, ai ladri, agli imbroglioni, agli extracomunitari che sono pronti a toglierci dalla vita al lavoro. Come difenderci? Di contro il sesso viene offerto in tutte le salse come fosse o dovesse essere alla portata di tutti, dalla pubertà a cento e passa anni. La bellissima che affianca la nuova automobile serve a venderla, e tutti i media fanno a gara a proporre modelli attraentissimi cui si deve somigliare, avventure facili e coinvolgenti (quelle in rete) cui si può facilmente accedere, cambiando continuamente. Ci si lamenta di un anticlericalismo che sembra diventare ogni giorno più presente? Della crisi della, spiritualità, della negazione di Dio? Su questi ultimi punti noi sessuologi dovremmo riflettere e, dopo un dibattito tra noi, dire la nostra. Non neghiamo l?importanza della fede, ma ci troviamo in conflitto quando, non solo la religione cattolica, ma le protestanti, l?ebraica, la mussulmana, non accettano l?evoluzione umana, non condividono l?importanza che le ?rivoluzioni culturali? (dalla scoperta scientifica della paternità che segna la nascita del patriarcato, alla rivoluzione cristiana che mette la donna su un piano di parità con l?uomo, al ?mitico? 68 che sposta la sessualità dalla procreazione alla qualità della relazione, ecc.) hanno avuto sull?identità sessuale maschile e femminile. I ?fondamentalismi? educativi e religiosi influiscono in modo determinante sull?accettazione della propria identità (transessuale, omosessuale, bisessuale), sulla liceità e meno dei rapporto prematrimoniali, ( e ci si ritrova con i matrimoni ?bianchi? )sul ruolo maschile e femminile, su tutto quanto riguarda il sesso. La cultura narcisista, onnipotente nella quale noi occidentali stiamo vivendo spinge a ?godere? del sesso scisso dalle relazioni, ma è questo il modo che davvero ci protegge dalla paura? Io credo che i media non debbano far passare la paura, da sentinella di vita, ad ansia divorante, che noi sessuologi dobbiamo scendere in campo, la sessualità non ha bisogno di una morale fondamentalista, ma di un?etica e su questa mi piacerebbe discutere con i colleghi.


